Ricomincio da tre

Satura Lanx

Posted in Satira by andy on 9 giugno 2010

Il CT argentino Diego Armando Maradona, per il suo soggiorno a Pretoria (Sudafrica), ha preteso che il bagno venisse sostituito con uno high-tech. Il nuovo WC è equipaggiato con tavoletta riscaldata, flusso d’aria calda integrato, bidet elettronico con spruzzi a tre livelli di velocità e banconote già arrotolate.

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Satura Lanx

Posted in Satira by andy on 8 giugno 2010

A causa delle recenti vicende giudiziarie, ho pregato la Protezione Civile di non recarsi più a L’Aquila: se qualcuno ha avuto un familiare morto sotto le macerie ed ha magari la mente fragile, c’è il rischio che gli spari in testa” ha dichiarato oggi una mente fragile.

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Satura Lanx

Posted in Satira by andy on 8 giugno 2010

Jacob spiega al capo della British Petroleum come funzionano i tappi.

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Satura Lanx

Posted in Satira by andy on 7 giugno 2010

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini intento a risolvere il conflitto in Medio Oriente, mentre i suoi collaboratori lo aiutano a capire dove esattamente sia il Medio Oriente.

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Facebook no more

Posted in Personale, Web e tecnologie by andy on 31 maggio 2010

Oggi ho cancellato il mio account di Facebook. In realtà avevo già in mente di farlo da un pezzo; alla fine ne ho approfittato oggi, in occasione del Quit Facebook Day, dove altre migliaia di persone hanno deciso di fare lo stesso.

Le motivazioni sono molteplici:

  • Facebook vende informazioni personali ad altre compagnie.
  • Secondo Facebook esistono solo 2 categorie di persone: amici e non-amici; peccato che la realtà non sia così semplice ed esistano svariate altre relazioni e sfumature. Se su Facebook voglio condividere una foto con i miei amici, ma non con i miei colleghi, non posso.
  • Ci sono modi per vedere l’intero profilo di una persona senza essere amici.
  • Anche se non è il mio caso, Facebook crea dipendenza. La gente butta via un sacco di tempo per aggiornare il proprio profilo, a tal punto che questo diventa un avatar con una vita digitale a sé stante. Insomma, ci sarà un motivo se perfino Bill Gates ha deciso a suo tempo di cancellarsi.
  • Non mi interessa andare su internet per vedere il collage confuso della vita degli altri, tanto meno se tra questi c’è gente che ho aggiunto ai miei amici, ma che in realtà non frequento da anni o che neanche saluterei se incontrassi per strada. Né mi interessa accedere a Facebook solo per vedermi rompere le palle da una chat, per di più microscopica, che non posso chiudere o per usare giochini orribili.
  • Non voglio iscrivermi a un gruppo a sostegno dei terremotati abruzzesi, con il rischio che questo venga poi trasformato a mia insaputa in un gruppo a sostegno di Berlusconi.
  • Last but not least: l’effetto Grande Fratello. Nel 1984 di Orwell la gente era costantemente tenuta sotto controllo contro la sua volontà da un governo distopico; oggi la gente sceglie di sua volontà di rinunciare alla privacy dei propri pensieri, ricordi, desideri, segreti, alla privacy della propria vita. Certo, questo pericolo lo si può correre anche con un blog o con Twitter, ma mai quanto con Facebook. Quando decidi di parteciapare al suo gioco e ne accetti le regole, sei spinto inevitabilmente ad auto-schedarti; questa è la sua struttura, la sua natura: non la puoi cambiare.

Perché i blog e Twitter sono meglio? Un blog lo puoi gestire come e quando ti pare e può diventare, se lo vuoi,  uno spazio costruttivo e creativo. Twitter (ho aggiunto il mio contatto con i tweet recenti qua a fianco) ha il pregio di non diventare uno strumento di perdizione grazie ai suoi caratteri limitati (140), funziona come (se non meglio) dei feed RSS per tenersi aggiornati ed è ormai diventata la piattaforma di comunicazione più veloce al mondo: se scoppia un terremoto in Indonesia, dopo 2 minuti la notizia è già rimbalzata in Italia; insomma più simile ad un blog che ad un social network, tant’è che viene definito una piattaforma di microblogging.

Non mi interessa se Mark Zuckerberg dice che l’era della privacy è finita: si sbaglia e pensa solo a tirare acqua al suo mulino. Ma fa tristezza vedere quanta gente invece gli vada dietro, tanto che da alcuni mesi spopola l’ultima novità: Facebook connect, con le infami iconcine “mi piace” e “condividi” che non metteranno mai piede su questo blog.

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